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Cosa fare nei "tempi morti" Print E-mail

Questa è la semplice prospettiva di una mamma: potete provare per un giorno.


Cosa sono i tempi morti?

- è tutto il tempo in cui il bambino non fa ABA; ad esempio è il tempo che si trascorre in macchina: un bambino normale si guarderà intorno, fuori dal finestrino, commenterà quello che vede o semplicemente chiacchiererà. Il vostro bambino probabilmente starà semplicemente seduto, senza apprendere niente di interessante; ecco, questo è un tempo morto
- un tempo morto è mentre si fa la fila,o al supermercato... dovunque, dove le persone normali trovano comunque qualcosa di interessante di cui parlare, mentre i nostri bambini sono in "tempo morto"... insomma i tempi morti sono quando non c'è una persona "dedicata" uno-a-uno al bambino che lo stimola continuamente. Questo tempo morto dovrebbe essere riempito con qualcosa di comunque utile e stimolante.Seguono consigli per riempire questi spazi morti efficacemente

Come possiamo trasformare i tempi morti in apprendimento produttivo per i bambini autistici?

1 rendere importante e produttivo ogni momento. Dovunque si vada, portare con sè oggetti utili che fungano da insegnamento, poi darli in mano al bambino. Parlargli dell'oggetto. Fare domande su di esso e, se il bambino non risponde o non è capace di farlo, aiutarlo nella risposta o dargli la risposta completa.

2 portare una scatola con i giochi (giocattoli, libri, figurine). Tenerne sempre una in macchina, per sicurezza, ma accertarsi di rotare regolarmente i giochi. Il bambino acquisterà familiarità con questa scatola piena di sorprese e cercherà qualche novità da scoprire.mentre magari si aspetta per qualcosa. Mentre si viaggia in macchina per lungo tempo,è molto duro per molti bambini aspettare con pazienza. Anche nei brevi tragitti sarà utile avere sempre a portata di mano qualche oggetto da dare in mano al bambino perché vi focalizzi la sua attenzione, stimolato da voi che gli fate domande e gli fate fare osservazioni varie.

3 cambiare frequentemente l'oggetto che date al bambino. In modo che non si "fissi" troppo o che si annoi.


4 parlate,parlate,parlate. Dell' oggetto che gli avete dato, in modo che ci sia sempre una comunicazione e cercate di fare domande e ottenere risposte. Fate una domanda e MODELLATEGLI UNA RISPOSTA APPROPRIATA in modo che il bambino abbia sempre un'opportunità di esercitarsi sul linguaggio. Se ci sono altri bambini in macchina, coinvolgeteli nella discussione. Se conoscete qualche canzone collegata all'oggetto in questione,cogliete l'opportunità per cantarla insieme. Non accendete la radio o parlate di altre cose.......questo è tempo importante!! Ed è importante usarlo bene!!!!

5 produrre interazioni verbali con chiunque sia in macchina-
fategli ripetere parole, rispondere a domande, chiedetegli di mostrarvi le varie parti del corpo, o create un gioco con gli altri in macchina, che lui possa imitare("allora adesso, tutti si tocchino il naso!)
(io con GM in macchina faccio il gioco "chi è maschio alzi la mano", "chi è biondo alzi la mano" ecc, oppure il gioco degli indovinelli, dove facciamo a turno nel fare indovinare l'altro)

6 occupa il tuo bambino in attività di gruppo (interazione coi coetanei) appena possible. I genitori degli altri bambini generalmente hanno piacere se si fanno parlare o interagire i bambini mentre si fa la fila per qualcosa. Dite al bambino "Guarda quella bimba - Di che colore è la sua giacca?" oppure fateli guardare insieme qualcosa e poi dirvi cosa sia.

7 e per le occasioni dove non c'è qualcuno disponibile a seguire il bambino... L'importante è ammetterlo!! e quindi cercare qualcuno che lo faccia al posto nostro.Se si hanno in giro altri bambini-parenti o amici- più grandi, assegnarli 10 minuti a turno da trascorrere col bambino per creare un gioco o per fare qualche esercizio o gioco motorio (saltare ecc). Se potete, invitate a casa qualche vicino (bambino o ragazzino) per coprire i tempi morti - anche se si tratta solo di mezz'ora. Lo faranno a poco prezzo, sono vicini a casa loro e basta che intrattengano il bambino con dei semplici giochi.

OGNI MINUTO DELLA GIORNATA E' IMPORTANTE. RIEMPIRE OGNI MOMENTO CON ATTIVITA' IN CUI SI IMPARA O CON INTERAZIONI SOCIALI SERVE ALLA GENERALIZZAZIONE. PER IMPARARE, I NOSTRI BAMBINI DEVONO INTERAGIRE CON L'AMBIENTE, MA PURTROPPO NON POSSONO FARLO DA SOLI.

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Manuale di Addestramento per Operatori A.B.A Print E-mail

il manuale del verbal behavior pubblicato dalla Mariposa School.

Il manuale è nato dopo vari convegni tenuti dalla famosa scuola ABA statunitense che ne ha raccolto gli esempi e le tecniche riassumendole egregiamente.
La perfetta traduzione di Rita e Simona ne hanno facilitato la comprensibilità.
Strumento indispensabile per poter illustrare ai genitori, terapisti e operatori, come  implementare il linguaggio, la spontaneità e le relazioni sociali dei nostri figli.

Dunque rimpinguate di inchiostro e di carta (133 pagine!) le stampanti e scaricate questo imperdibile documento.

Si ringrazia lo Staff ed il gruppo di Traduttori di www.ippocrates.it

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Making a difference: insegnare le abilità sociali con l'uso dei coetanei Print E-mail

MAKING A DIFFERENCE

Insegnare ai bambini con autismo a interagire appropriatamente con i loro coetanei è un'importante componente di un programma comportamentale completo. Inizialmente il programma viene condotto in un format 1 a 1, con un adulto e un bambino con autismo. Man mano che il repertorio del bambino si incrementa (abilità nel seguire le direttive dell'adulto, imitare le azioni dell'adulto, giocare con giocattoli), potrà beneficiare di istruzioni che vengono dall'interazione con un coetaneo. Coinvolgere un coetaneo in una sessione di terapia comportamentale può fornire l'opportunitè di insegnare al bambino con autismo a osservare ed imparare dal comportamento degli altri bambini, rispondere a offerte sociali dei coetanei e iniziare a sostenere una interazione bambino - bambino. Insegnare a un bambino con autismo ad imparare dall'interazione con i coetanei, comunque, può costituire una vera e propria sfida. Molti ricercatori hanno dimostrato che non basta solo una "vicinanza fisica" col coetaneo per promuovere una positiva interazione tra il bambino con autismo e i suoi pari. Ricordiamo che molti bambini autistici non diventano "sociali" semplicemente trascorrendo del tempo con i loro coetanei neurotipici, bensì la socializzazione dipende dalle istruzioni che l'insegnante dà sia al bambino con autismo che a quello neurotipico a cui deve spiegare come interagire col compagno.
Il profondo deficit sociale e del linguaggio dimostrato dalla maggior parte dei bambini autistici, così come i loro unici bisogni per imparare, necessitano di istruzioni specializzate se vogliamo che i bambini possano avere beneficio dal coinvolgimento dei coetanei nella terapia
Le istruzioni devono essere personalizzate e individualizzate: per es. un bambino collaborativo con buone abilità di linguaggio comunicativo può beneficiare di istruzioni per seguire una conversazione in un contesto di gioco, con l'adulto che modella la strategia di istruzione. Invece un bambino che NON parla e che riesce a seguire un limitato numero di istruzioni dell'adulto può inizialmente richiedere sessioni abbastanza strutturate, usando strategie che incoraggino a rispondere ai pari piuttosto che pretendere che sia lui a iniziare una interazione.
Naturalmente i comportamenti sociali cambieranno in relazione all'età del bambino. Durante gli anni dell'asilo i bambini tipici sostengono relazioni con i loro pari per periodi di tempo limitato, soprattutto nel contesto del gioco reciproco. Quando i bambini entrano negli anni della scuola elementare, i rapporti sociali con i pari diventano più complessi, includono giochi che richiedono più partecipanti e diversi ruoli e sostengono conversazioni. Quindi le istruzioni che daremo al bambino per interagire con i coetanei devono tener presenti questi fattori.
Questo capitolo fornisce un insieme di ricerche su come insegnare le abilità di interazione sociale, fornendo una ampia relazione ai genitori e ai terapisti.


DETERMINARE SE IL BAMBINO E' PRONTO PER IMPARARE A INTERAGIRE CON I COETANEI
La ricerca purtroppo non ci fornisce linee guida per capire QUANDO un bambino è pronto per incominciare ad imparare dall'interazione con i pari. Alcuni ricercatori hanno stabilito che i bambini abbiano bisogno di alcuni prerequisiti per beneficiare completamente da questo tipo di apprendimento. Per es. Hauck (1995) osservò che la qualità e la quantità di interazione sociale con i bambini con autismo variava con il grado di abilità cognitive e verbali del bambino. Questo suggerisce che i bambini con autismo devono avere specifiche abilità per beneficiare delle attività con i coetanei. Alcune di queste abilità possono essere dedotte dalla attenta considerazione delle componenti della interazione sociale dei pari. Il bambino con autismo che può imitare i comportamenti degli altri bambini e giocare appropriatamente con un numero di giocattoli troverà naturalmente più facile imparare dall'interazione con i coetanei piuttosto che un bambino a cui mancano tali abilità. Invece, un bambino che non ha ancora imparato a seguire una varietà di semplici istruzioni potrebbe non essere pronto ad imparare dalle richieste dei coetanei di giocare. In tutti i modi sarà opportuno favorire l'interazione con i pari, se il bambino è collaborativo e non ha comportamenti distruttivi.
Per determinare se un bambino con autismo è pronto ad iniziare ad imparare dai pari, i medici o i genitori dovrebbero valutare la attuale capacità del bambino di comprendere e seguire istruzioni. Se il bambino non ha queste capacità, il tempo dovrà essere impiegato a insegnare queste abilità nel contesto delle attività con i pari. Comunque insegnare le abilità sociali attraverso il rapporto con i pari sarà più proficuo se il bambino ha già masterizzato un numero rilevante di abilità, come seguire semplici istruzioni, identificare e etichettare col nome oggetti e persone, guardare gli adulti, imitare una varietà di azioni, giocare appropriatamente con i giocattoli, mantenere vicino a zero comportamenti distruttivi e stereotipati.


SCEGLIERE I COETANEI
Identificare adeguatamente i coetanei adatti richiede una certa applicazione da parte dei genitori o del team di trattamento. I coetanei possono essere bambini del vicinato, fratelli o cugini  o altri bambini con autismo, fratelli di bambini con autismo, compagni di scuola.
Alcune famiglie offrono i loro figli in cambio di babysitter gratis, ma in questo caso è bene informare i genitori del motivo per cui utilizzeremo il loro figlio.


CARATTERISTICHE DEL COETANEO
Sebbene non vi siano ricerche che stabiliscano le caratteristiche che il coetaneo deve avere, in generale parenti e terapisti che lo sceglieranno devono avere le seguenti cose in mente:
- Può essere utile che il pari sia un pò più grande del bambino con autismo; questo aumenterà le probabilità che il coetaneo modelli appropriatamente linguaggio sociale, comportamento nel gioco per il bambino con autismo.
- Siccome al bambino si chiederà di iniziare molti tipi di attività, lui dovrà essere flessibile e cooperativo nel seguire le istruzioni dell'adulto.
- Il coetaneo dovrà essere insistente nell'ottenere una risposta dal bambino autistico per dargli l 'opportunità di fare pratica con nuove abilità.
- Il coetaneo deve essere capace di sostenere l'attenzione, deve cioè saper stare attento. Gli potrà essere richiesto di iniziare attività molto a lungo e ripetere certe attività più volte per dare la possibilità al bambino autistico di imparare.
- Il coetaneo dovrebbe essere socialmente competente (usare un linguaggio educato e gentile, avere iniziativa, comportarsi appropriatamente, offrire aiuto) per servire come modello appropriato al bambino con autismo.
- In generale il pari dovrebbe mostrare un interesse nell'aiutare il bambino con autismo a partecipare alla sessione.


NUMERO DEI COETANEI
Alcuni ricercatori suggeriscono che un numero multiplo di coetanei può essere utile ad aiutare la generalizzazione. Coinvolgere più coetanei preclude inoltre la possibilità che un singolo pari si possa annoiare con le attività o trovare troppo pesante la sessione. Il numero dei coetanei dipende dalla disponibilità, come anche dalla frequenza delle sessioni. Inizialmente deve essere coinvolto un numero limitato di coetanei; questo renderà più facile assicurarsi che i pari siano capaci di interagire con il bambino autistico e li renderà entrambi più abili nel seguire gli esercizi.


FRATELLI COME PARI
Molte ricerche hanno dimostrato che i fratelli possono essere istruttori -pari del loro fratello autistico. I fratelli spesso mostrano una curiosità verso la loro partecipazione alla sessione e questo può rendere più facile l'apprendimento. Bisogna però sempre loro dare la scelta di partecipare o meno ad una sessione, rendendola poi interessante e divertente anche per il fratello-pari.


USARE PARI CON AUTISMO
Un numero di studi dimostra che bambini con autismo possono interagire con i loro pari autistici. Per esempio la conversazione tra giovani con autismo può essere incrementata con l'uso di copioni da seguire. Comunque quando due bambini con autismo sono coinvolti in una sessione, sarà richiesta una maggiore attenzione e istruzioni più dirette da parte di un adulto.


ISTRUZIONI PER ABILITA' SOCIALI PER BAMBINI CHE NON PARLANO
Pochi ricercatori hanno parlato per i bambini non verbali di coinvolgimento in sessioni con i loro pari, sebbene pochi abbiano documentato che ciò può essere fatto. Jasper (1996) ha dimostrato che a un bambino non verbale con autismo potrebbe essere insegnato ad usare un dispositivo di comunicazione elettronica per iniziare una interazione con un coetaneo. Anche se il bambino non ha linguaggio vocale funzionale, può ugualmente partecipare a alcune istruzioni sociali con i coetanei. Ad esempio al bambino può essere insegnato a rispondere ai pari, per esempio imitandoli o seguendo le loro istruzioni.
Alternativamente al bambino autistico non verbale possono essere insegnati diversi modi per iniziare una interazione con abilità che non coinvolgano necessariamente il linguaggio, come dare un giocattolo al pari, dare un colpetto sulla spalla, indicare l'attività preferita o il gioco che si vuole fare. Inoltre può essere usato un sistema argomentativo-comunicativo come dipingere, frasi in sequenze, sistemi elettronici. Se il bambino con autismo non usa un sistema di comunicazione aumentativa è importante stabilire che il pari capisca il sistema. Per esempio il pari può non capire subito il disegno usato in una comunicazione per immagini trovando difficoltà a interpretare quel tipo di comunicazione.


AIUTO PER I COETANEI
Molte ricerche hanno dimostrato che i pari beneficiano di queste abilità che devono essergli mostrate prima di intraprendere le sessioni. CONDIVIDERE: insegnare al pari a offrire giochi o proporre attività al bambino con autismo (per es. il pari porge un gioco al bambino e gli dice -Ecco puoi giocare con la maccinina-)
RICHIEDERE CONDIVISIONE: insegnare al pari a richiedere qualcosa o a richiedere di fare a turno (per es. dire -Posso giocare con la macchinina?)
ORGANIZZARE IL GIOCO: insegnare al pari a suggerire giochi o attività (per es. dire al bambino con autismo -Giochiamo con le costruzioni- o -Tu sei il ladro e io il poliziotto-)
OFFRIRE AIUTO: insegnare al pari ad offrire aiuto al bambino con autismo (per es il pari osserva il bambino con autismo cercare di aprire il barattolo per le bolle senza riuscirci e gli dice -Ti aiuto io ad aprirlo-). RICHIEDERE AIUTO: insegnare al pari a richiedere aiuto al bambino con autismo (il pari dice -Aiutami a fare questo puzzle-)
FARE I COMPLIMENTI: insegnare al pari a fare i complimenti al bambino con autismo (per es. i bambini disegnano insieme e poi il pari dice -Mi piace il tuo disegno-)
SCAMBIARSI MANIFESTAZIONI DI AFFETTO: insegnare al pari ad essere affettuoso (per es. il pari tiene per mano il bambino mentre vanno a giocare con le costruzioni)
DARE INCORAGGIAMENTO AGLI ALTRI PARI: se ci sono disponibili più pari insegnare ai pari ad aiutare gli altri bambini neurotipici per iniziare un'interazione (per es. dire ad un altro b. tipico -Chiedi a Billy se vuole giocare anche lui con le costruzioni-)
Altri hanno documentato abilità aggiuntive:
PRETENDERE L'ATTENZIONE: insegnare al pari a fare il nome del bambino o ad essere sicuro di avere la sua attenzione prima di dare un'istruzione (per es il pari dice - Jhon, dammi la costruzione-)
RISPONDERE ALL'INIZIATIVA: insegnare al pari a rispondere quando il bambino con autismo prende un'iniziativa (per es. quando il bambino con autismo dice -Vuoi giocare a palla?- , il pari risponde -Si, ok-)
SALUTARE: insegnare al pari a salutare il bambino con autismo (per es. il pari dice -Ciao Michele-)
FARE DOMANDE: insegnare al pari a fare domande al bambino con autismo sulle attività di gioco (per es. mentre giocano con le costruzioni, il pari dice al bambino con autismo -Che cosa stai costruendo?-)
OFFRIRE UNA SCELTA: insegnare al pari ad offrire al bambino con autismo una scelta di attività nella sessione di gioco (per es. il pari mostra due giochi e dice -Vuoi la palla rossa o la trottola verde?-)
COMMENTARE LE ATTIVITA' insegnare al pari a commentare le attività di gioco (per es. mentre disegna con il bambino con autismo il pari dice -Sto facendo una casa- oppure -Mi piace disegnare-)
NEGARE L 'ATTIVITA' PREFERITA FINCHE' IL BAMBINO NON FA UNA IMITAZIONE VERBALE: insegnare al pari ad aspettare finchè il bambino con autismo dice qualcosa per ottenere l'attività preferita (per es. il pari mostra un gioco e dice -Quale vuoi?-, ma aspetta a dare il gioco finchè il pari con autismo dice quello che vuole)
DARE ISTRUZIONI FACILI: insegnare al pari a dare istruzioni con frasi semplici a cui sia facile rispondere (per es. il pari dice al bambino con autismo -Metti l'uomo nel camion-)
DIMOSTRARE LA RISPOSTA: insegnare al pari a dimostrare l'azione per il bambino con autismo (per. es. nell'esempio sopra il pari mostra come mettere l'uomo nel camion)
AIUTARE FISICAMENTE: insegnare al pari a guidare la mano del bambino a compiere la risposta (per es. il pari prende la mano del bambino con autismo e la mette sull'uomo per metterlo nel camion)
LODARE UN BUON COMPORTAMENTO: insegnare al pari a lodare il bambno per una socializzazione adeguata (per. es. il pari dice al bambino con autismo -Grazie per aver diviso il gioco con me-)
IGNORARE I COMPORTAMENTI DISTRUTTIVI: insegnare al pari ad ignorare i comportamenti distruttivi mostrati dal bambino con autismo (per es. il bambino con autismo sbatte il giocattolo e il pari continua l'attivita di gioco)
INSISTERE FINCHE' NON SI OTTIENE LA RISPOSTA: insegnare al pari ad essere insistente con il bambino con autismo finchè lui non da una risposta (pe es. il pari dice al bambino con autismo -Dammi la palla-; se il bambino non risponde, il pari ripete l'istruzione e aiuta il bambino a rispondere)


STRATEGIE PER INSEGNARE QUESTE ABILITA' AI PARI TIPICI
Sono state usate un certo numero di strategie per insegnare queste abilita ai pari:
INSEGNARE PRIMA: durante la sessione di pre-teaching viene simulato l'insegnamento con l'adulto in modo che il pari possa verificare la risposta prima con l'adulto e poi con il bambino autistico. Si daranno lodi verbali o altri rinforzi per dimostrare la risposta con un adulto e poi con il bambino.
GIOCO DI RUOLO: durante gli esercizi di gioco di ruolo del bambino con autismo il pari userà la risposta con l'adulto. Il gioco di ruolo continua finchè il pari è capace di dimostrare la risposta con cura.
PROCEDURA DI RINFORZO: generalmente nella sessione di training, le lodi verbali o l'accesso ad un rinforzo tangibile è dato per dimostrare la risposta (per es. dopo che il bambino condivide un gioco, l'adulto dice -Mi piace quando dividi i giochi con Billy!-)
USO DI AIUTO VISIVO: disegni o fotografie possono essere usate nella sessione per illustrare esercizi speficici (per es. foto del bambino che dà un gioco ad un altro per dimostrare una risposta di condivisione). Questo aiuto visivo può essere usato in una sessione non strutturata e le attività di gioco con i pari servono come aiuto per il pari tipico per ricordare la risposta.


INFORMARE I PARI TIPICI SULL'AUTISMO
La decisione di parlare ai pari dei bisogni particolari nell'imparare del bambino con autismo dovrebbe essere presa in maniera personale, basandosi sul profilo del bambino autistico, l'età del pari  e gli obiettivi della sessione di insegnamento.
Per esempio, i pari in età prescolare non hanno necessariamente bisogno di sapere che il bambino ha l'autismo, ma può essere utile dirgli che il loro amico ha bisogno di un aiuto extra per imparare a giocare e come parlare. I pari coinvolti in sessioni di lavoro con bambini che hanno deficit severi nell'apprendimento e nei comportamenti hanno bisogno di più informazioni circa la natura dell'autismo per interagire con loro con successo. D'altro canto, per una comprensione maggiore dei bambini con autismo, dire ai bambini tipici che il loro compagno ha l'autismo potrebbe stigmatizzare il bambino autistico e ridurre la sua partecipazione alle attività dei pari tipici.


ESEMPIO DEL PRIMO ESERCIZIO

ESERCIZIO NUMERO 1
GUARDARE IL PARI QUANDO LO RICHIEDE L'ADULTO

PROCEDURA

Sedere il bambino e il pari di fronte. Presentare l'istruzione "Guarda ...(nome del pari)" es. Jill....."GUARDA JILL". Aiutare il bambino a guardare il pari con gesti (per es. indicando il pari) o guidando il bambino (girando gentilmente il viso del bambino nella direzione del pari). Quando la risposta è dimostrata, dare un rinforzo tangibile (per es. qualcosa da mangiare o un gioco preferito) e una lode (-Bravo, hai guardato Jill-). Diminuire l'aiuto nelle volte successive cercando di ottenere la risposta dimostrando con sempre minor aiuto. Cambiare sempre rinforzo. Successivamente, rinforzare solo la risposta corretta ottenuta senza aiuto. Cambiare la posizione del bambino e del pari durante l'esercizio (per es. far sedere il pari vicino al bambino invece che di fronte). Appena il bambino trova il principio o guarda semplicemente nella direzione del pari, cambiare il principio per ottenere un contatto oculare con il pari.

PREREQUISITI CONSIGLIATI
Il bambino stabilisce un contatto oculare con un adulto quando gli è richiesto, segue semplici istruzioni, risponde all'aiuto gestuale o fisico.

CONSIGLI SULL'AIUTO
Indicare il pari o girare il bambino verso il pari.

SPECIFICHE ISTRUZIONI PER IL PARI
Dire al pari che il bambino deve esercitarsi a guardarlo. Lodarlo e dare un tangibile rinforzo al pari per essere seduto bene e per aspettare. Incoraggiare il pari a lodare e dare un tangibile rinforzo al bambino quando lo guarderà.

Gli obiettivi all'istruzione "GUARDA JILL" sono quattro:
1 Il bambino guarda in direzione del pari mentre è seduto di fronte a lui
2 Il bambino guarda in direzione del pari con il pari seduto in vari posti
3 Il bambino guarda in direzione del pari con il pari occupato in varie attività
4 Il bambino ha un contatto oculare con il pari

SUGGERIMENTI UTILI
Può essere difficile determinare se il bambino con autismo sta avendo un contatto oculare con il pari. Sarà utile insegnare prima al pari a distinguere il contatto oculare dal non contatto. Il pari deve sapere distinguere se il bambino lo sta guardando o meno. Se necessario il pari deve aiutare ad ottenere il contatto oculare mettendo un gioco preferito del bambino al livello dei propri occhi quando l'adulto glielo suggerisce. Il pari deve poi premiare il bambino con il gioco preferito o con cibo quando il bambino lo guarda.

Altri programmi per insegnare e incrementare l'interazione con i pari a questo link:

http://genitoricontroautismo.org/index.php?option=content&task=view&id=45&Itemid=50

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Elenco di rinforzi ABA. Traduzione dal sito http://www.users.qwest.net/~tbharris/re Print E-mail

LISTA DI RINFORZI NATURALI

- Date il comando "Vai a giocare", poi trattenete il bambino per la camicia da dietro. Fatelo diverse volte. Di solito questo genera un sorriso e se smettete sarà il bambino a venire vicino di schiena per farsi trattenere.
- "Ti mangio i piedini!": prendete i piedi del bambino e avvicinateli alla vostra bocca facendo dei suoni come se voleste mangiarli. Non importa se il bambino ha linguaggio ricettivo o no, dopo la prima o la seconda volta che li allontanate ridendo il bambino vi porgerà da solo i piedi.
- Dite "fai questo" e ruggite. Quando il bambino lo fa, fate finta di avere paura e cascate dalla sedia. Potrebbe volerci un po' perché il bambino ripeta il suono, ma a tutti piace vedere che reagite a qualcosa fatto da loro.
- Mettete la vostra testa sulla pancia del bambino e fategli il solletico.
- "Arrotolate" la vostra mano come se fosse un giocattolo (fino al limite possibile), poi lasciatela andare e fate finta che si svolga sul tavolo e sul bambino con un movimento tipo "flip-flap".
- Fate finta di dormire e russare sonoramente in grembo al bambino, poi svegliatevi improvvisamente al suono della campanella (din din din).
- Rappresentate le emozioni, tipo arrabbiato (grrr), triste (piangendo forte), felice (molto allegro e cantante una canzone).
- Dite "Dammi cinque", ma poi perdete la mano dentro la manica, fate in modo che il bambino vi aiuti a trovarla, poi perdete l'altra ...
- Mettete una bottiglia d'acqua sulla testa del bambino e fate in modo che ne versi qualche goccia, anticipando la cosa.
- Prendete il bambino sulla schiena (a cavallo) e poi iniziate a cercarlo "(nome bambino) dove seiiiiii?????"
- Indossate una maglietta con un nastro al collo e fate scomparire la testa dentro la maglietta mentre tirate la cordicella, poi chiedete aiuto al bambino.
- Fate un grande pallone con alcuni chewing-gum e poi fatelo esplodere ...
- Date rinforzi primari come se fossero bombe: per esempio, al posto di dare un pezzetto di cioccolato normalmente, fate finta di lanciarlo in aria, facendo il suono del missile che vola in alto, poi quando lo mettete nella bocca del bambino fate il suono della bomba che esplode.
- Annusate i piedi facendo la faccia disgustata e un suono adeguato ... presto il bambino vi metterà i piedi sotto il naso!
- Mettete il bambino sul tavolo per fargli fare un po' di break dance: disteso sulla pancia, con la testa verso di voi, mettete la mano sinistra sui suoi piedi e la destra sulla testa e fatelo ruotare.
- Fate volare il bambino sui vostri piedi, poi dite che è il turno dell'orsetto e fate volare l'orsetto, poi di nuovo il bambino e così via (insegnate anche ad aspettare il turno!).
- Tirate su il telefono e dite "E' per te", poi continuate il dialogo.
- Dite "Braccia su" e poi fate il solletico.
- Fate in modo che il bambino vi prema il naso e tirate fuori la lingua. Se poi tira l'orecchia sinistra, la lingua va a destra, e viceversa.
- Fate che siano l'orsetto, un pupazzo, una bambola a fare gli esercizi.
- Giocate al solletico (in vari punti).
- Girate il tavolo con le gambe verso di voi, nascondetevi e quando il bambino si alza per cercarvi o ruggite o fate finta di essere spaventati.
- Prendete in braccio il bambino e fate finta di farlo cadere ... per riprenderlo su prima che tocchi il pavimento.
- Fate finta che il tavolo sia una tenda, mettete sopra una coperta e nascondetevi sotto.
- Sventolate carte in viso al bambino.
- Mettete delle calze sulle mani del bambino e ditegli "Batti le mani" o qualche altro comando simile.
- "Oh, vuoi un pezzetto di biscotto nell'orecchio? Noooo. Nel naso? Noooo. Sulla testa? Noooo. In bocca!!"
- Mettetevi in grembo il bambino e fatelo giocare a cavalluccio (e poi cade in mezzo alle gambe) o lanciatelo per aria giocando e fatelo atterrare su un materasso o su un divano.
- Cantate la canzone "Copacabana" che sicuramente tirerà fuori il vostro lato "ballerino".
- Date dei baci "solleticanti" sulla pancia o sul collo.
- Tortura dei capelli: mettete il bambino a pancia in su e tenetelo fermo, poi "spazzolate" la sua faccia con i vostri capelli, dicendo qualsiasi cosa vi venga in mente per anticipare l'evento.
- Battaglia dei cuscini.
- Prendete il bambino in braccio, poi fate finta che sia il manubrio della vostra moto, mettete in moto, girate a destra e sinistra (facendo bene tutti i suoni!) e poi .... incidente!!!
- Mostro del palmo. Disegnate un mostro sul palmo della mano e poi usate l'altra mano sul polso per fermare il mostro. Ma il mostro è più forte! Fatevi aiutare dal bambino a fermarlo!
- Fate in modo che il bambino vi dia da mangiare.
- Fate un balletto da "Il re ed io" dove ballate sempre nella stessa direzione, poi giratevi e ballate nell'altra.
- Mettete dello scotch sulla bocca e cercate di parlare, o fate finta che una vostra mano vi voglia tappare la bocca.
- Macarena
- "Ho un segreto", poi fate finta di sussurrare qualcosa in un orecchio e invece fate il solletico.
- "Jump" (Salta) di Van Halen con un modello, bisogna saltare solo quando lo dice la canzone.
- Mettete le sedie vicine e andate a fare un giro in macchina. Allacciate le cinture, controllate le frecce, il clacson, etc.
- Fate finta che vi faccia male il cuore.
- Mettete il bimbo in una coperta, avvolgetelo e poi dite "Vieni qui". Non fatelo con bambini che non capiscono la stupidità della situazione.
- Girate un bambino legato per la vita in cerchio, dicendo "Ora andiamo a sinistra, no a destra, no a sinistra, ..."
- "Sono una vecchia teiera" e fate finta di rovesciare dell'acqua dicendo "Spingimi e rovescio dell'acqua".
- Il tappeto magico di Aladino: mettete il bambino su un tappeto o una coperta e fatelo tiratelo in giro per la stanza.
- Colpite (con gentilezza!) il petto del bambino alternativamente con le mani per fargli capire la differenza nel sentire un suono con l'eco.
- Giocate a calciare la lattina
- Innaffiate le piante
- Imitate il bambino: il bambino dice uh e mette le mani sul tavolo e voi fate lo stesso. Dopo un po' il bambino capisce che può condurre lo show come rinforzo.
- Ascensore: prendete il bambino e sollevatelo "Primo piano!", un altro po' "Secondo piano!", "Vuoi andare al terzo piano?" "Oh no, l'ascensore ondeggia!"
- Cavalcare la sedia: Mettete il bambino sulla sedia e poi sollevatela piano. Fate attenzione, può spaventarsi. Controllate sempre l'espressione del suo viso. Non appena capiscono bene la situazione, piace molto. Attenzione però a non farvi male: fatelo solo se siete forti abbastanza!
- Spostate la sedia (stesse raccomandazioni) "Attenzione tieniti stretto!" poi spingete la sedia un po' indietro e guardate come reagisce il bambino, eventualmente continuate.
- Fate finta di andare in giro da qualche parte e state attenti alle buche che trovate per strada!
- Ragni con le vostre mani: lasciateglieli schiacciare!
- Fate finta di togliergli delle parti del corpo: "Ti ho preso il naso, ora lo metto nella borsa! Lo vuoi di nuovo?"
- Mescolate il vostro naso con il suo, le orecchie, le zampe del gatto.
- Mettete degli animali di peluche dentro la sua camicia, maglietta, pantaloni.
- Prendetelo per le ascelle e fategli fare un bel giro (attenzione a non girare troppo!!)
- Gonfiate la faccia, facendo finta di usare una pompa da bicicletta. Ora non potete parlare, ma prendetegli le mani e fatevi sgonfiare la faccia. Potete anche fare finta di avere un buco e lui lo deve aggiustare.
- Mettete le sue mani sulle vostre, lui deve tirarle via prima che voi gli possiate dare una botta.
- Gioco delle mani: una sull'altra, sull'altra, sull'altra
- Fate finta di schiacciare un uovo sulla sua testa: mettete un pugno sulla sua testa, fate finta di schiacciare con l'altra mano, poi le due mani vanno giù sulla faccia ...
- Prendete a prestito dei trucchi di scienze: il bicarbonato nell'aceto fa uno strano effetto!
- Ballate e poi FERMATEVI in qualsiasi posizione siate quando la musica si ferma.
- Fate qualche trucco magico: tirate fuori una caramella dal suo orecchio!
- Fate finta di fare un elettroshock: mettete i pugni sul suo corpo e vibrate, oppure lui lo fa a voi e voi dopo vi comportate in maniera stupida.
- Disegnate dei bottoni su un foglio, poi fategliene premere uno e voi fate qualcosa (saltate, ballate, etc.), poi ne preme un altro e vi fermate, poi ne preme un altro e fate qualche altra cosa, etc. (il bimbo non sa mai cosa farete)
- Versi stupidi (magari mentre gonfiate la faccia)
- Soffiate o dite cose stupide dentro una tazza per sentire l'eco
- Solletico
- Bacini
- Prendete le gambe e fategli battere i piedi per terra (gentilmente!)
- Solletichino con la bocca sul suo palmo della mano
- Cantate un pezzo della sua canzone preferita
- Muovete la sua sedia come se ci fosse un terremoto
- Qualsiasi cosa lui possa anticipare: per esempio, fate finta con la mano di essere un ragnetto che sale sul braccio e poi gli fa il solletico sotto il mento (ditegli "Ecco che arrivo ...!")
- Massaggiatelo
- Muovete le sue braccia come se nuotasse o se inneggiasse a se stesso
- Tirate indietro la sua sedia dopo un conto alla rovescia
- Cantate canzoni mentre lo fate saltare sulle ginocchia
- Cantate canzoni in cui mettete il suo nome
- Fate sì che i suoi animali di peluche saltino e lo lodino
- Usate un pupazzo per mangiare i piedi o le dita
- Fate finta di mordere la sua schiena
- Sussurrate qualcosa di stupido nel suo orecchio
- Mettetelo a testa in giù e fate finta che sia una scopa
- Imitate parti di discorso o personaggi dai suoi cartoni preferiti
- Fategli premere un bottone immaginario che mette in moto la "macchina dei bacini"
- Giocate a nascondino
- Mettete il bambino tra le vostre gambe mentre guarda in avanti e fate finta di essere in una barca e di remare, sempre più forte.
- Mettete una coperta sul tavolo e fate finta di andare in campeggio, potete nascondervi tutti e due sotto la tenda, oppure lui è dentro e voi siete fuori e fate finta di arrivare da direzioni diverse e gli fate il solletico.
- Quando disegnate soprattutto, fate che il disegno sia un rinforzo: per esempio, se il bambino fa bene un quadrato, disegnate qualcosa, o scrivete le lettere del suo nome, o fate un aeroplanino con il foglio.
- I capelli lunghi possono essere un aiuto: fate finta di essere il cugino It (da "La famiglia Addams") con i capelli sopra gli occhiali.
- Potete disegnare delle faccine sulle dita e giocare
- La corda matta
- Mettetevi un fazzoletto sulla faccia e soffiatelo via, poi il bambino deve fare lo stesso.
- Ci sono elastici per capelli che potete mettervi al posto, o usare come denti se fate il leone o la tigre.
- Legate insieme le sue calze e ditegli "Vieni qui", ma state attenti a prenderlo subito!
- Gonfiate un pallone (senza chiuderlo) poi fate finta di darlo al bambino e lasciatelo andare in giro per la stanza
- Fate una scatola e metteteci dentro ogni volta una cosa diversa
- Spingete la sedia del bambino indietro (facendo molta attenzione) e poi tenendo la sedia o la camicia, fate finta di non riuscire a trattenerlo.
- Legate insieme due bottiglie d'acqua trasparenti, per fare finta che sia un tornado ... potete metterci dentro qualcosa di colorato, della sabbia, dei lustrini e persino una mucca finta per rendere tutto più "d'effetto".
- Ricordate come si faceva con i colori a cera, che si colorava un foglio con i colori, poi si colorava sopra tutto di nero, poi con qualcosa di appuntito si toglieva il nero e sotto rimaneva il colore? Si possono preparare prima 4-5 fogli così e si toglie insieme il nero per trovare il colore e fare qualcosa.
- Tirate il bambino giù per la vostra schiena, poi tenetelo per i piedi e fate finta di cercarlo senza trovarlo.
- Mettetevi una scarpa in testa e fate finta che non ci sia niente di strano.
- Fate finta di prendergli il naso e fateglielo vedere (mettete il pollice tra indice e medio)
- Fate finta di rapinare una banca
- Fate finta di sedervi sopra il bambino (su un divano o simile) e poi fate finta di cercarlo.
- Giocate allo scienziato pazzo (per esempio con l'alka seltzer potete fare una pozione che "frizza")
- Bob Marley (ballate con la musica reggae)
- Fate i gargarismi
- Mettete insieme fogli di carta con le graffette (la puntatrice)
- Fate finta di rispondere al telefono con una banana "Ehi è per te!"
- Mettete un palla o un cuscino dietro nella camicia del bambino e aspettate che cerchi di prenderlo.
- La schiuma da barba può essere veramente divertente: potete fare una montagna e le macchinine ci finiscono dentro o si può semplicemente toccare!
- Carta con disegni olografici o dischi simili
- Con le costruzioni fate una torta di compleanno e cantate "Tanti auguri" soffiando sulle candeline (di costruzioni)
- Mettete un paio di occhiali con gli occhi che vengono fuori
- Karaoke
- Quel punto sopra il ginocchio che stringete e gli fa il solletico.

 

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Approfondimenti sui Rinforzi Print E-mail

OBIEZIONI ALL'USO DEL RINFORZ0


Alcune persone sono contrarie all'uso del rinforzo per varie ragioni .P.E. sentono che l'uso del rinforzo non e' naturale:Questo potrebbe avvenire perche' essi hanno avuto esperienza di un rinforzo usato male o senza un piano per giungere all'eliminazione del suo uso.Tutti sono motivati da una ricompensa, lo stipendio, le vacanze, un hobby o la compagnia degli altri. Molti si oppongono all'uso del rinforzo perche' credono che questo sia una forma di "corruzione" del bambino. Se il premio pero' e' usato correttamente, non costituisce una corruzione. La corruzione e' spingere qlc a fare qualcosa di scorretto (come la corruzione di pubblico ufficiale). In un programma comportamentale si avrebbe corruzione se una persona che rifiuta di fare qualcosa e noi negoziamo un premio per costringerla a farla,oppure se diciamo ad un bambino che sta avendo un comportamento distruttivo che se smettera' avra' un premio. Questo non e' il modo corretto di usare i premi. Non dobbiamo ricordare al bambino circostanze nelle quali ha esibito comportamenti distruttivi. Il patteggiamento di un premio e' un rinforzo esso stesso e non deve mai accadere nel corso di un comportamento indesiderato. Dobbiamo far notare al b. come sia vantaggioso avere un comportamento appropriato. Un'altra situazione pericolosa e' l'automatica promessa di un premio quando viene posta una domanda .Questo puo' rendere il bambino dipendente dalla promessa del premio e quindi causare il rifiuto di soddisfare la richiesta se NON c'e' la promessa del premio. Non bisogna promettere un premio e NON darlo finche' non c'e' la risposta giusta. Un'altra scusa per non usare il rinforzo e' la convinzione che niente possa motivare il bambino.Questo non e' possibile: si potranno identificare rinforzi semplicemente osservando il bambino;  esso non deve necessariamente essere qualcosa di elaborato, anche piccole e semplici cose "vendute bene" potranno esserlo.

RUOLO DEL RINFORZO
I PREMI DEVONO ESSERE PREMI: noi spesso proiettiamo i nostri desideri (cioccolata, musica, tennis), cio' che ci piace , negli altri. Se il rinforzo non e' visto come un premio il comportamento desiderato o l'esercizio non progredira' al meglio, ma sara' appreso molto lentamente. Dobbiamo essere sicuri che il premio sia sentito come tale monitorando continuamente la situazione. Il bambino e' eccitato quando riceve il premio? Se gli dai la possibilita' di scegliere, il bambino sceglie proprio quello? Non dimentichiamo che il valore del rinforzo cambia continuamente a seconda delle preferenze del momento.

IL PREMIO DEVE ESSERE CONTINGENTE: il rinforzo deve essere dato SOLO quando si ottiene il risultato desiderato. Determinati premi devono essere accessibili solo nella sessione di lavoro; darli anche in altri momenti ne diminuisce il potere rinforzante.


DEVE ESSERE USATA UNA VARIETA' DI RINFORZI: provvedere ad una varieta' di rinforzi fa in modo che il b. non si assuefi. Il rinforzo cosi' restera' fresco e avra' piu'potere. Conservare il rinforzo che il b. preferisce per premiare risposte migliori, piu' pronte o precise.
RINFORZI SOCIALI (elogi, complimenti) DEVONO ESSERE AFFIANCATI A QUELLI PRIMARI (cibo, giochi). Anche se al vostro bambino non piacciono i rinforzi sociali, come elogi e o sorrisi, associarli ugualmente ai rinforzi primari (cibo, bevande, giocattoli preferiti). Bisogna mirare a che il bambino arrivi a preferire i rinforzi sociali.


IDENTIFICARE SEMPRE NUOVI RINFORZI: ogni giorno girare per casa e cercare nuovi oggetti o giocattoli da utilizzare. Anche se sembra che al bambino non piaccia un gioco o un'attivita' non scoraggiarsi. Osservate le autostimolazioni di vostro figlio per capire quale attivita' preferirebbe. Per esempio, i bambin che usano autostimolazioni uditive potrebbero preferire giochi musicali, schiacciare bottoni su strumenti musicali, suonare uno strumento. Altri potrebbero apprezzare massaggi, il trampolino, ecc. Possono utilizzarsi giochi con causa -effetto, o giochi con usi multipli che seguiranno i progressi del bambino. Utili anche cose che offrono stimolazioni sensoriali come giochi che fanno rumore, che si muovono, con luci.


USARE RINFORZI APPROPRIATI ALL'ETA': questo aumentera' l'accettazione di tuo figlio da parte dei coetanei. Rendera' meno evidente il fatto che sta ricevendo un rinforzo. Inoltre aiutera' tuo figlio a trattare con i coetanei condividendone gli interessi. Infine aiutera' a promuovere la generalizzazione perche' sara' piu' contento di incontrare questi rinforzi nell'ambiente naturale.


ALL' INIZIO I RINFORZI DEVONO ESSERE IMMEDIATI: il rinforzo e' piu' efficace quando avviene mezzo secondo dopo il comportamento da premiare. Questo provvede ad una piu' forte associazione tra comportamento e premio, facendo capire chiaramente al bambino che il comportamento che ha avuto è quello desiderato. L'immediatezza e' molto importante all'inizio quando il bambino sta " imparando ad imparare.


ALL'INIZIO DELL'INSEGNAMENTO NOMINARE IL COMPORTAMENTO CHE E' STATO RINFORZATO: questo aiutera' il bambino a capire il comportamento che e' stato rinforzato e che tu vuoi che lui ripeta. Sara' piu' forte la connessione tra comportamento e premio. Nominare il comportamento aiutera' anche te come insegnante tenendoti focalizzato sul risultato dell'esercizio.


NON USARE I PREMI COME CORRUZIONE !!! NON RICATTARE !!!
Non chidere al bambino che si sta comportando male di smettere promettendogli il premio. La corruzione seduce molto!!! Sembra efficace a breve termine:il bambino stoppa il comportamento indesiderato per ottenere il premio, ma questo causera' problemi successivamente. VOI e lui potreste diventare dipendenti dal ricatto. E' preferibile annunciare il premio DOPO che si e' ottenuto l' APPROPRIATO comportamento.


USARE RINFORZI DIFFERENZIATI: uno dei piu' importanti metodi per insegnare skills e modificare comportamenti errati e' differenziare i premi. Il concetto e' semplice: dare il premio piu' ambito per il migliore comportamento o la migliore performance

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