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Nuovo studio: Stampa E-mail

"segnali d'allarme" connessi all'autismo sono identificabili nello sviluppo all'età di due anni.
Le scoperte offrono un'opportunità per l'individuazione e l'intervento prima della diagnosi che tipicamente avviene all'età di tre o quattro anni

La diagnosi precoce dell'autismo è fondamentale e consente un intervento rapido, laddove i disturbi dello spettro autistico (ASD) non vengono solitamente diagnosticati prima dei tre anni di età. In ogni caso, uno studio pubblicato oggi nel Journal of Child Psychology and Psychiatry (Giornale di psicologia e psichiatria infantile) ha messo in evidenza la possibilità di individuare già dall'età di due anni le differenze tra un bambino che segue uno sviluppo tipico ed uno affetto da ASD. Dal momento che attualmente non esistono test diagnostici per l'autismo, l'individuazione delle irregolarità nello sviluppo tipiche degli ASD fin dalla prima infanzia può consentire una diagnosi precoce e dare quindi una possibilità cruciale d'intervento.

Lo studio ha esaminato lo sviluppo di 87 bimbi, a 6, 14 e 24 mesi d'età, usando un test standardizzato di sviluppo. In base ai dati ed al giudizio clinico a 24 mesi, i partecipanti sono stati classificati in: senza sintomi, con ritardo nel linguaggio (in inglese "Language Delayed", da cui LD) o ASD. I ricercatori hanno confrontato lo sviluppo nei gruppi alle tre età di rilevazione e hanno osservato differenze statisticamente rilevanti tra il gruppo ASD e quello senza sintomi già a 14 mesi. Ai 24 mesi, la rilevanza nelle differenze si è estesa al confronto tra il gruppo ASD e gli altri due, quello senza sintomi e l'LD.

"L'introduzione di interventi comportamentali anche solo un anno prima può determinare una importantissima differenza nelle vite dei bambini affetti d'autismo e nelle loro famiglie" ha affermato la dott.sa Rebecca Landa, direttore del Center for Autism and Related Disorder (Centro per l'autismo e i relativi disturbi) presso l'istituto Kennedy Krieger di Baltimora nello stato del Maryland, autore principale dello studio. "Se fossimo in grado di istruire i professionisti all'identificazione di segnali d'allarme nello sviluppo, potremmo riconoscere e diagnosticare ad un anno e mezzo o due di età, invece degli attuali tre o quattro, consentendo un intervento precoce e, in definitiva, un risultato migliore".

I partecipanti allo studio comprendevano bimbi ad alto rischio di autismo (fratelli e sorelle di bambini affetti da autismo), e bimbi a basso rischio (senza familiarità di autismo). I ricercatori hanno misurato lo sviluppo utilizzando le Mullen Scales of Early Learning (MSEL - Scale Mullen di Primo Apprendimento), un test standardizzato che verifica cinque settori di sviluppo, e per la precisione: grande e piccola motricità, ricezione visiva, linguaggio ricettivo ed espressivo. A 14 mesi, quattro dei cinque punteggi medi delle MSEL erano significativamente più bassi nei bimbi affetti da ASD rispetto a quelli del gruppo senza sintomi. Dopo 24 mesi, il gruppo ASD segnava punteggi consistentemente peggiori rispetto al gruppo senza sintomi in tutti i settori dello sviluppo, e peggiori rispetto al gruppo LD in tre settori. Circa la metà del gruppo ASD ha evidenziato un peggioramento nello sviluppo tra i 14 ed i 24 mesi.

Questo studio e le precedenti ricerche condotte dalla dott.sa Landa hanno scoperto che i segnali d'allarme che i genitori e medici non devono perdere di vista includono: scarso contatto visivo, risposta al sorriso ridotta, riduzione della lallazione, riduzione nella risposta agli stimoli sociali e difficoltà nello sviluppo del linguaggio, nel gioco, e nell'avviare o proseguire l'interazione sociale.

"Con così tante domande senza risposta nel campo di battaglia dell'autismo, dobbiamo aggredire questa condizione su diversi fronti" ha affermato il dott. Gary Goldstein, presidente e CEO dell'istituto Kennedy Krieger. "Per questo motivo, gli esperti al Kennedy Krieger non stanno facendo ricerca solo nel settore della diagnosi e dell'intervento precoce, ma stanno anche indagando sulle cause genetiche ed ambientali dell'autismo, oltre che su altri potenziali possibilità d'intervento".

L'autismo è il disturbo comportamentale che sta diffondendosi più velocemente negli Stati Uniti. Quest'anno ci saranno più diagnosi di autismo che di AIDS, diabete e cancro messi insieme, e nonostante ciò esistono ancora grosse lacune nel comprendere sia le cause e sia le cure di tale disturbo. È fondamentale aumentare la nostra conoscenza sulle interruzioni nello sviluppo di individui affetti da ASD, dal momento che la diagnosi e l'intervento precoce possono portare a migliori risultati sugli individui stessi.

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L'istituto Kennedy Krieger
Riconosciuto a livello internazione per I miglioramenti nelle vite di bambini e adolescenti con disturbi o lesioni del cervello e del midollo spinale, l'istituto Kennedy Kriger di Baltimora, MD, dà servizio a più di 12.000 individui ogni anno, mediante cliniche interne e ambulatoriali, servizi a domicilio e comunitari e programmi scolastici. Il Kennedy Krieger fornisce una grande varietà di servizi per i bambini con problemi di sviluppo, dai più lievi ai più gravi, ed è la base di un team di ricercatori che stanno contribuendo alla comprensione di come si sviluppano tali problemi, facendo da apripista per quanto riguarda nuove cure e diagnosi precoci. Per maggiori informazioni sull'istituto Kennedy Krieger, visitare il sito http://www.kennedykrieger.org

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