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Una mamma ha vinto il ricorso presentato al Consiglio di Stato contro l'amministrazione comunale, Sovrintendeza regionale scolastica ed il Ministero dell'Istruzione.
Ai giovani affetti da disabilità va garantito il diritto alla continuità educativa-didattica nel loro percorso scolastico e di apprendimento, assicurando "la presenza stabile di un educatore che segua costantemente l'alunno disabile nel processo di integrazione"
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