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Intervista a Massimo Borghese Stampa E-mail
 
 
Massimo Borghese, Foniatra intervistato da Natalia Bandiera.
 
 
 

Ha iniziato a lavorare nell'ambito dell'autismo ventidue anni fa,  quando, come consulente foniatra all'interno di  un centro di riabilitazione di Napoli, si rese conto di quanto poco si facesse  per il recupero dei bambini 'speciali'. Per Massimo Borghese, il pensiero, spesso, è figlio e non padre del linguaggio. Una convinzione che lo portò giovanissimo a puntare subito sul linguaggio verbale, troppe volte giudicato secondario dalla neuropsichiatria infantile e dalla psicologica ufficiale.

 

Abbiamo voluto intervistarlo per capire di più di un professionista italiano che oggi ha in carico oltre duecento bambini autistici.

 
 
Il documento completo a questo LINK
 
 
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Comunicato stampa del Comitato Giùlemanidaibambini Stampa E-mail

 

Volentieri pubblichiamo su richiesta del Comitato Giùlemanidaibambini questo loro Comunicato Stampa in cui si annunciano forti dubbi circa l'attività delle istituzioni sanitarie di controllo.

COMUNICATO STAMPA DEL 13/11/07

 

“Muro di gomma” con le istituzioni sanitarie: tavolo nazionale “psicofarmaci & bambini” a rischio.

Il dialogo è appeso a un filodichiara Luca Pomastiamo valutando se abbandonare il tavolo. Abbiamo scritto oggi una lettera al Ministero della Sanità, e dopo l’incontro di martedì 20 novembre al Campidoglio scioglieremo la riserva. Facciamo anche appello al Parlamento: bisogna indagare sugli inspiegabili motivi per i quali qualcuno non vuole migliorare i protocolli che regolano la somministrazione di psicofarmaci ai bambini…”

 

Rischia d’interrompersi bruscamente tra pochi giorni – dopo 5 mesi di confronto – il tavolo interistituzionale nazionale attivato dal Ministero della Sanità - in collaborazione con Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ed Istituto Superiore di Sanità (ISS) - per valutare le modifiche ai protocolli che regolano la somministrazione di psicofarmaci ai bambini in Italia. “Abbiamo volentieri aderito all’invito dell’Onorevole Federica Rossi Gasparrini (*), che in virtù di una Sua propria sensibilità sul tema coordina la delegazione parlamentare “bipartisan” che ha richiesto – ritenendolo importante - questo tavolo, perchè eravamo convinti di poter dare un contributo concreto in tempi ragionevoli, ha dichiarato Luca Poma, portavoce di “Giù le Mani dai Bambini”®, il comitato per la farmacovigilanza che consorzia centosettanta enti, tra cui alcune tra le università più prestigiose del paese, Ordini dei Medici ed associazioni socio-sanitarie. A nostro avviso – prosegue Poma - il disagio dei minori dovrebbe venir trattato in tutt’altro modo che non somministrando derivati dell’anfetamina a bambini di 6 anni, o nel migliore dei casi garantendo un po’ di psicoterapia ma sempre “aiutata” da psicofarmaci. Invece ci siamo trovati davanti ad una specie di ‘muro di gomma’ da parte di AIFA ed ISS, il parere di autorevoli esperti non viene tenuto in alcuna considerazione, ed il messaggio che ne deriva è uno solo: questi protocolli terapeutici non si toccano e gli psicofarmaci ai bambini si daranno, punto e basta. E’ davvero incredibile, ormai il dossier sui possibili miglioramenti dei protocolli supera le cento pagine, ma ai nostri interlocutori non va mai bene nulla… nulla che non sia orientato ad ‘etichettare’ i disagi del comportamento dei minori come di origine organica curandoli con uno psicofarmaco, e noi non possiamo accettare passivamente questa impostazione. A parole, le molecole psicoattive sono l’ultima soluzione, solo per i casi disperati, ma dobbiamo dire la verità: questi protocolli per la somministrazione di psicofarmaci ci raccontano una storia ben diversa, e decine, centinaia di ricerche scientifiche che evidenziano un sempre più diffuso allarme per l’uso di queste sostanze sui bambini vengono ignorate da AIFA ed ISS. Stiamo riflettendo in queste ore sull’opportunità di  abbandonare questo tavolo: non possiamo e non vogliamo essere complici di questa strategia di ipermedicalizzazione del disagio dei minori, a nostro avviso non sarebbe intellettualmente onesto, e non renderemmo un buon servizio all’infanzia italiana. Oggi abbiamo inviato una lettera al Ministero della Sanità ed ai due organismi di controllo sanitario, e dopo l’incontro previsto per la mattina del 20 novembre al Campidoglio, dove i nostri esperti si confronteranno direttamente con AIFA ed ISS, prenderemo una decisione. A questo punto – ha concluso Poma – facciamo anche un appello urgente al Parlamento: è necessario approfondire i veri motivi per i quali qualcuno, nonostante tutte le evidenze scientifiche prodotte, continua a rifiutarsi di modificare questi protocolli”.

 

Per media relations: 337/415305 –

 

 

(*) Nota: Federica Rossi Gasparrini, parlamentare alla Camera dei Deputati, è Presidente nazionale dell’Udeur

 

I genitori di Reggio al Consiglio Comunale Stampa E-mail

Pubblichiamo l'intervento della Dr. Elisabetta Pavarini, nostro membro e madre di una bambina con autismo, tenuto al Consiglio Comunale di Reggio svoltosi ieri, 13 novembre 2007.

 

L’autismo è una gravissima patologia infantile la cui incidenza è attualmente  di 1 ogni 160 nuovi nati  secondo i dati forniti dalla CDC (Centers for Disease Control) americana 2007.Questo quadro configura una malattia ad elevatissimo impatto sociale.

La Società Italiana di Neuropsichiatria Infantile definisce l’autismo come “una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato, con esordio nei primi tre anni di vita. Le aree prevalentemente interessate sono quelle relative all’interazione sociale reciproca, all’abilità di comunicare idee e sentimenti e alla capacità di stabilire relazioni con gli altri (Baird et al., 2003; Berney, 2000; Szatmari, 2003)”

 

Le terapie attualmente disponibili possono considerarsi divise in due correnti: quelle  ufficiali e quelle  ufficiose.

 

“TERAPIE UFFICIALI”

 

Terapia comportamentale

 

In Emilia Romagna  vige   il  Sistema Curante” basato sul metodo comportamentale TEACCH:  il Servizio di Neuropsichiatria Infantile di Reggio Emilia ne   offre  due ore settimanali per ogni paziente, nonostante l’Azienda Sanitaria Regionale   indichi nel  Dossier 103/2004 Assistenza alle Persone affette da disturbi dello spettro autistico   la necessità di un programma comportamentale che “non sia inferiore alle 20 ore settimanali in accordo con il Consensual Pannel dello Stato di New York - New York State Department of Health -  e sulla base di forti evidenze scientifiche” (pag.9, pag.30)”. E’ utile   precisare inoltre che il TEACCH da un punto di vista scientifico è stato recentemente  delegittimato dagli esperti stessi della neuropsichiatria emiliana che negli Atti della Commissione tecnica regionale in materia di autismo  del 2006 lo definiscono  come  ”… privo di dati oggettivi della propria efficacia, poiché le ricerche esistenti sono state condotte dagli stessi studiosi che hanno sviluppato  e applicato il programma, piuttosto che da ricercatori indipendenti; inoltre si basano essenzialmente sui dati di soddisfazione dei familiari e degli operatori” (pag.8).

 

Terapia medica

 

Relativamente alla terapia medica l’autismo è tuttora considerato un   disturbo di esclusiva pertinenza psichiatrica  e come tale curato esclusivamente con terapia farmacologica sintomatica basata su psicofarmaci  di cui occorre prendere seriamente in considerazione i pesantissimi effetti collaterali. Le Linee guida della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e Dell’Adolescenza (In allegato,  pag.70-72) affermano che “Non avendosi ancora dati sufficienti sui trattamenti prolungati in età evolutiva l’indicazione all’utilizzo del farmaco è quella di impiegarlo all’interno di cicli ben definitiil farmaco deve essere inserito in un contesto terapeutico globale e le sue finalità, come anche gli eventuali effetti collaterali devono essere spiegati chiaramente ai genitori (consenso informato)…Al momento non c’è un farmaco che si sia dimostrato efficace in tutti i casi di autismo e resta ancora da provare la reale incidenza del trattamento farmacologico sulla storia naturale del disturbo autistico”.

Per completezza di informazione riportiamo qui di seguito i principali effetti collaterali degli psicofarmaci elencati (tutti in allegato): “neurolettici tradizionali: sedazione, irritabilità, manifestazioni diatoniche o parkinsoniane e, a più lungo termine acatisia  (sensazione di irrequietezza motoria o un’incapacità a rimanere fermi. Questo stato soggettivo provoca spesso movimenti ripetuti. Le manifestazioni tipiche sono lo strofinare e il colpire ripetutamente parti del corpo, incrociare e sciogliere le braccia e le gambe, togliersi peli immaginari dai vestiti, camminare, battere il passo, altalenare con le gambe, sbadigliare, brontolare o gridare), discinesia extrapiramidali; Neurolettici atipici: effetti extrapiramidali, aumento di peso. SSRI : aumento dell’ansia, dell’irritabilità,  dei disturbi comportamentali; Clorimipramina: può indurre convulsioni oltre che ansia e irritabilità.

 

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“TERAPIE UFFICIOSE”

 

 Utilizziamo questo termine per indicare terapie che, nonostante una indiscutibile base  scientifica, non sono attualmente riconosciute dal Sistema Sanitario e sono state introdotte e diffuse capillarmente sul territorio nazionale dai genitori, tramite uno strumento potentissimo quale la rete di Internet. Le stesse famiglie richiedenti la mozione, fanno parte di Genitori Contro Autismo (www.genitoricontroautismo.org) che opera essenzialmente attraverso un omonimo portale  e conta quasi 6000 iscritti tra genitori e professionisti. La questione inerente le terapie ufficiose, attualmente  a  totale carico delle famiglie, è diventata talmente scottante da approdare a Roma in Parlamento: alla Camera è stata  recentemente  presentata una proposta di Legge dell’Onorevole Teresio Delfino (UDC), attualmente al vaglio della Commissione Affari Sociali della Camera ed  è già stata firmata da 21 deputati di differenti schieramenti politici (FI, Ulivo, Margherita, AN e UDC) tanto da essere definita una proposta trasversale bipartisan. Il Ministro Turco ha inoltre attivato un Tavolo di Lavoro per discutere differenti approcci  medici e comportamentali,  compresi quelli da noi richiesti

 

 

Terapia comportamentale  

Nella mozione viene richiesto un contributo per l’applicazione dell’Applied Behaviour Analysis (ABA), che a  differenza del TEACCH  è l’unica terapia comportamentale scientificamente validata da anni di letteratura scientifica internazionale (allegato). E’ intensiva, precoce, coinvolge tutti gli ambiti di vita del bambino, (casa, scuola, tempo libero..), e viene applicata anche agli adolescenti ed agli adulti.

 

Terapia medica

Recenti sviluppi della ricerca scientifica (vedi allegati) mostrano  chiaramente come  l'autismo non sia più da considerare come una malattia di esclusiva pertinenza psichiatrica quanto piuttosto  come  una  sindrome complessa basata su disordini biochimici e metabolici  che hanno un comune punto finale nel danneggiamento cognitivo e relazionale dei bambini.  Utilizzando interventi medico - internistici in chiave multidisciplinare, basati sui più rigorosi principi della Medicina interna,  è possibile identificare e curare  le molteplici disfunzioni dei sistemi metabolico, gastrointestinale, immunitario, endocrinologico presenti nell’Autismo  ed  ottenere gradualmente un miglioramento delle condizioni di salute e del comportamento dei pazienti.

 

 

Ma le vie politiche e burocratiche sono molto  lunghe ed ogni giorno che passa senza una terapia appropriata è un giorno perso per ogni bambino. Da qui nasce una drammatica e ingiusta discriminazione  che vede la libertà di scelta e di cura secondo le terapie scientificamente piu’ validate appannaggio esclusivo delle famiglie che possono sobbarcarsi oneri pesantissimi

Noi chiediamo di porre fine a questa orribile discriminazione  e chiediamo di farlo in tempi molto brevi attraverso l’avvio di  un progetto sperimentale finanziato dalle Farmacie Comunali, che già destinano parte dei propri utili a favore degli  anziani, dei disabili, delle persone in situazione di disagio, per i sei bambini reggiani  con le loro famiglie. Come genitori chiediamo inoltre  di poter condividere e partecipare al progetto  che renderebbe la nostra città  all’avanguardia rispetto al resto d’Italia  e aprirebbe una nuova strada  per tutti i bambini  affetti da questa gravissima patologia.

Crediamo fermamente in questo progetto, crediamo possa aiutare i bambini ad esprimere pienamente tutto il loro potenziale. E  la stessa  nostra certezza è condivisa dalle oltre 400 persone firmatarie della mozione, tra cui 20 medici dell’Ospedale Santa Maria Nuova.

Lettera all'On. Diliberto Stampa E-mail

Una iniziativa di una mamma nostra iscritta che volentieri supportiamo:

On. Oliviero Diliberto,
ci permettiamo di sottoporLe il nostro caso perché confidiamo nel suo notorio senso del sociale e da sempre constatiamo che combatte battaglie per i diritti dei più deboli. Siamo una comunità di genitori di soggetti autistici per la maggior parte bambini piccolissimi e professionisti (medici, psicologi, logopedisti, insegnanti, educatori) che conta più di 5000 iscritti.
A Reggio Emilia una mamma, componente del suo partito, ha promosso, insieme al segretario provinciale della Federazione del PdCI, un’iniziativa per sensibilizzare e raccogliere le testimonianze delle numerose famiglie emiliane che vivono questa drammatica situazione.
Il documento è stato portato all’attenzione delle autorità locali (con una mozione in consiglio comunale a Reggio Emilia per avviare un progetto con le Farmacie Comunali – primo firmatario Donato Vena) e regionali (per avviare iniziative in consiglio regionale). Noi Le chiediamo di prendere coscienza del motivo di questo attuale straordinario interesse nei confronti dell’autismo. Una proposta di legge “trasversale bipartisan” di riforma dell’Autismo è alla Commissione Affari Sociali ed è stata firmata da numerosi deputati di contrapposti schieramenti politici, anche se non ancora dal suo partito. Il Ministro della Salute Turco ha aperto un tavolo parlamentare per lo studio dell’approccio terapeutico multidisciplinare dell’autismo che annovera anche medici del nostro movimento. A livello regionale, da differenti latitudini politiche, si moltiplicano le interpellanze che denunciano la cronica carenza del sistema curante in materia di autismo.
In un periodo in cui la politica è percepita come distante dalla gente comune è fondamentale che tutti tutelino la classe sociale più debole: i diversamente abili.
Il Partito dei Comunisti Italiani, da sempre vicino alle esigenze della classe sociale più svantaggiata e del welfare non può non schierarsi in prima linea per combattere un problema di mala-sanità e discriminazione di cura in base alle possibilità economiche di una malattia che sta assumendo dimensioni epidemiche (si parla di un bambino su 150) e che la stessa iniziativa di legge non esita a definire con la più recente scienza medica “malattia sociale” causata da danno ambientale (vaccini, inquinamento da metalli pesanti, alimentazione).
Le altre associazioni di famiglie di soggetti autistici, quelle storiche, ricevono già contributi ed aiuti ma non ci rappresentano in quanto le nostre famiglie, soprattutto per i bambini più piccoli scelgono, nella quasi totalità, trattamenti innovativi di provata efficacia assolutamente non erogati dal Sistema Sanitario Nazionale.
L’autismo era una patologia tristemente nota per essere altamente invalidante ed è tuttora ritenuto incurabile. Ma questi trattamenti sono in grado di ridurre i sintomi e i segni della malattia a tal punto da consentire una vita sociale soddisfacente ai soggetti ammalati ed alle loro famiglie.
Invece con i trattamenti offerti attualmente dal nostro Sistema Sanitario, inadeguati per intensità e tipologia, la diagnosi di autismo diventa una condanna senza appello che termina spesso con il ricovero in strutture di cura di ragazzi appena adolescenti, trattati con sedativi e psicofarmaci dai devastanti effetti collaterali.
A tal proposito le comunichiamo che recentemente si è tenuta una Conferenza stampa alla presenza di un rappresentante del Ministro Turco e delle associazioni storiche dell’autismo riguardo al nuovo studio finanziato dalla Smith Kline, che ancora una volta vede una nota casa farmaceutica produttrice di psicofarmaci convogliare un ingente quantitativo di risorse economiche su un progetto di ricerca genetica. La ricerca genetica nell'autismo, in voga da molti anni, non ha ancora prodotto alcun risultato terapeutico concreto, né con probabilità ne produrrà a breve, ma ha il vantaggioso effetto per le industrie farmaceutiche di continuare a lasciare via libera agli psicofarmaci, con i loro ben noti e devastanti effetti colleterali, come attuale e futura unica terapia nel campo dell'autismo anche per i bambini piccolissimi.
Come genitori non vogliamo essere né strumentalizzati né coinvolti in questo progetto che non ci rappresenta assolutamente, e che risulta essere diametralmente opposto a quanto richiesto recentemente al Tavolo di lavoro del Ministero, a cui ci è stato impedito di partecipare nonostante le promesse del Ministro Turco e le oltre 3000 firme raccolte, ovvero la costituzione di Linee Guida nazionali per uno studio internistico multidisciplinare (gastroenterologico, immunologico, endocrinologico ecc.) che affronti le ormai ben note patologie metaboliche e d'organo che affliggono i pazienti autistici e che potrebbero essere curate DA SUBITO secondo i principi più classici e rigorosi della nostra Medicina Interna.

Le famiglie, anche grazie ad internet ed al miglioramento dei mezzi di comunicazione, sono ormai edotte sulla possibilità di praticare dei trattamenti validati dalla più autorevole e recente letteratura scientifica internazionale, ma subiscono pesanti discriminazioni in base alle proprie possibilità economiche, dato che tali terapie arrivano a costare in media 30.000 euro l’anno per bambino.
Il paradosso più stridente è che in larga parte le leggi regionali contenenti linee guida per il trattamento di soggetti autistici ribadiscono da oltre sette anni la necessità di adeguare il sistema a tali linee terapeutiche, ormai pienamente validate (vedi linee guida ER….).
I bambini necessitano quindi di un intervento comportamentale ABA (Applied Behaviour Analysis) intensivo e precoce, di durata non inferiore alle venti ore settimanali, e di trattamenti medico-internistici multidisciplinari (gastroenterologico, immunologico, edocrinologico…) per curare le patologie metaboliche e d’organo che caratterizzano questa complessa sindrome. Necessitano inoltre della somministrazione di supplementi, integratori, nonché di alimenti dietetici attualmente in gran parte non reperibili sul mercato italiano.
Ci aiuti a far sì che il progetto di vita dei nostri figli diventi un loro diritto.
Reggio Emilia, lì 29 ottobre 2007

VIDEO TERRIFICANTE - 17 MILIONI DI BAMBINI SOTTO PSICOFARMACI Stampa E-mail

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GUARDATE TUTTI QUESTO VIDEO...POTREBBERO ESSERE I NOSTRI BAMBINI:

 

NEL MONDO 17 MILIONI DI BAMBINI SONO SOTTO PSICOFARMACI.
Otto milioni nei soli Stati Uniti.
QUARANTAMILA IN ITALIA.

Non è mai stata dimostrata una relazione tra problemi mentali e squilibri biochimici e LA PSICHIATRIA NON DISPONE DI ESAMI come la medicina, ma solo di test.

Progetti e screening di stampo psichiatrico sono già approdati nelle scuole e spesso vengono dati agli studenti questionari, senza il consenso dei genitori, con lo scopo di "diagnosticare" disturbi di apprendimento (come l'ADHD). Ecco alcune delle domande:

"Muove spesso le mani o i piedi
o si agita sulla sedia?"

"E' distratto facilmente da
stimoli esterni?"

"Ha difficoltà a giocare
quietamente?"

"Spesso chiacchiera troppo?"

E' molto facile sbagliare e venire etichettati. Si tratta di un business in costante crescita che ha già patologizzato il 9% dei bambini. Gli stessi insegnanti vengono "addestrati" a individuare i bambini a "rischio" e a indirizzarli alle strutture neuropsichiatriche.


Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus:
Tel.: 02 36510685
Email:
Primo esame all'Università per Andrea! Stampa E-mail

 

Andrea è iscritto alla facoltà di Scienze dell'Educazione e della Formazione presso l'Università dell'Aquila ed ha sostenuto il primo esame (didattica) il 7 febbraio 2007, con il voto di 28/30.

Questo il messaggio con cui la sua orgogliosissima mamma ha condiviso con noi la notizia. 

Carissimi compagni di viaggio.
vi ringrazio molto per i complimenti rivolti al mio amatissimo studente universitario. Mi scuso con tutti voi per non aver dato la notizia il 7 febbraio (giorno emozionantissimo dell'esame) ma ho avuto paura di essere considerata "la solita" povera madre visionaria e perfino millantatrice. Scusatemi, ho sbagliato perchè è giusto che gli enormi sforzi di mio figlio vengano gratificati e perchè certe belle notizie fanno bene al cuore dei nostri meravigliosi e "potenti" ragazzi e di tutti coloro che combattono ogni giorno insieme a loro e insieme a noi.
Grazie ancora e andiamo avanti, sempre, orgogliosi dei nostri figli anche quando sembra che non ci siano risultati, loro comunque ce la stanno mettendo tutta e sono certa che il loro impegno e la nostra dedizione verranno premiati.
Vi stringo tutti in un potente abbraccio

 

Ecco chi è Andrea, in un suo CV:

 

Dati personali

nome                                                   ANDREA

data di nascita                                     15.05.1986

Tel./Email                                            0746-578385 /

 

 

Situazione personale e terapie

Affetto da:                                           AUTISMO

 

 

Andrea è seguito dallo specialista nella riabilitazione neurosensoriale Dott. Dino Camilli dell’Associazione “Alias” di Rieti, dal neurologo della ASL di Rieti Dott. Stefanini, dalla Dott.ssa Francesca Benassi del Centro Studi e Ricerca in Neuroriabilitazione di Roma, dal Dott. Massimo Borghese foniatra dello Studio diagnosi e terapia dell’autismo di Napoli, e dal Pfeiffer Treatment Center di Chicago (USA). 

 

 

Le buone prassi di inclusione nel ciclo degli studi di ANDREA hanno permesso, ai successivi ingressi di altri giovani autistici nella scuola, di realizzare soddisfacenti risultati di integrazione nelle scuole della provincia di Rieti.

ANDREA è il primo caso di persona autistica, seguito e monitorato dall’ALIAS,  iscritta e frequentante l’Università e rappresenta, per noi e per tutta la comunità, un Progetto Pilota teso a migliorare l’inclusione delle persone con grave disabilità nelle istituzioni scolastiche ed universitarie.

Gli interventi dell’ALIAS, che aderisce all’ISAAC, Società Internazionale per la Comunicazione Alternativa, sono sottoposti a controllo periodico dal Centro Studi e Ricerca in Neuroriabilitazione di Roma, ed utilizzano la metodologia denominata WOCE (Written Output Communication Enhancement - Scrittura per lo sviluppo della Comunicazione).

(Dr. Dino Camilli, Presidente ALIAS Onlus Rieti)

 

 

Metodologia comunicativa

L’aspetto prevalentemente deficitario è quello relativo alla comunicazione, in particolar modo è compromesso l’aspetto verbale.

La strategia finalizzata a rendere efficaci le possibilità comunicative, non solo in ambito scolastico, è la metodologia denominata Comunicazione Aumentativa o WOCE (WRITTEN OUTPUT COMMUNICATION ENHANCEMENT - Scrittura per lo sviluppo della Comunicazione).

WOCE è una strategia riabilitativa ed educativa che supporta l’apprendimento delle abilità comunicative in persone con Disturbo Generalizzato dello Sviluppo (con assenza parziale o totale di linguaggio verbale) e in altre patologie con secondaria compromissione del linguaggio verbale. Andrea utilizza con successo la strategia di Comunicazione Alternativa dalla quinta elementare ed ha imparato ad esprimersi attraverso la scrittura, con parole e frasi attraverso le quali comunica i propri pensieri in alternativa al linguaggio verbale o gestuale.

In questo metodo un operatore (insegnante di sostegno e/o assistente specialistico) supporta Andrea nello scambio comunicativo che avviene mediante la digitazione sulla tastiera.

Nel corso degli studi Andrea è stato affiancato costantemente da un’insegnante di sostegno con rapporto 1:1 e da un operatore o assistente specialistico con competenze nell’ambito della comunicazione nel DSG (Disturbo Generalizzato dello Sviluppo).

Tale presenza è stata funzionale e necessaria per lo svolgimento delle attività didattiche, per il potenziamento delle interazioni con i coetanei ed i docenti, per l’autonomia personale.

 

Curriculum Vitae

1986    nato il 15 maggio

1989    Andrea è iscritto e frequenta regolarmente la scuola materna ed elementare, seguendo il metodo denominato Teacch. Segue una programmazione differenziata ed i risultati sul piano della comunicazione e del profitto sono fortemente compromessi o addirittura assenti.

1997    Nel luglio del 1997 Andrea incontra la Comunicazione Aumentativa, metodo che gli consentirà di svelarsi. La parola ritrovata entra nella scuola e permette ad Andrea di seguire la normale programmazione didattica ottenendo risultati impensabili ed eccezionali.

1998    licenza Elementare

1998    “Ci siamo anche noi”   

Pubblicazione del Ministero della Pubblica Istruzione

realizzata dal Provveditorato agli Studi di Rieti – Ufficio Studi e Programmazione

2001    diploma Scuola Media I grado

2001    Primo classificato – “madonna col bambino”

                                   Concorso di pittura Antrodoco

2001    “Fertili Ragazzi”

diario di tre anni di un’esperienza di integrazione scolastica nella scuola media dell’alunno Paolucci Andrea

pubblicazione realizzata dall’Istituto Comprensivo “Luigi Mannetti” di Antrodoco

2001    Primo classificato – “La triste, solitaria opportunità”                

XIV Concorso Nazionale di poesia “Sabatino Circi”

2001    Segnalazione speciale              

Concorso Nazionale di poesia “11 settembre” – RAI Radio 1 “Zapping”

2002    “Ondate di rabbia e di paura”, la voce dei poeti dopo l’11 settembre

                        pubblicazione poesia, ed. RAI-Eri – a cura di Aldo Forbice

2003    “Maree”

                        pubblicazione poesia, ed. Pagine - Antologia a cura di Manuela Faella

2005    “Il Computer nel processo di integrazione scolastica e sociale dell’alunno con bisogni educativi speciali”

Formatore nel corso di aggiornamento per docenti di sostegno e curriculari delle scuole di Rieti e provincia organizzato dallo Snals-Confsal di Rieti              

2006    Diploma maturità Liceo Pedagogico “Elena Principessa di Napoli” Rieti – 85/100

 

Curriculum scolastico

Dalla quinta classe di scuola elementare Andrea utilizza la tecnica della Comunicazione Aumentativa o WOCE, sia per svolgere l’attività didattica sia per l’interazione con i compagni. Tramite questa metodologia l’alunno è stato in grado di superare le sue difficoltà, in quanto WOCE ha permesso di compensare i suoi problemi neuromotori stabilizzando il suo movimento al momento di compiere una scelta. L’operatore, oltre a ridurre alcuni ostacoli (instabilità posturale, movimento stereotipato, tono muscolare incerto, tremore), ha introdotto elementi favorevoli come la riduzione dell’ansia, la possibilità di concentrazione, il supporto emotivo e verbale. L’utilizzo di detta tecnica si è dimostrato imprescindibile per consentire al ragazzo di raggiungere i positivi obiettivi scolastici che ha sempre ottenuto lungo tutto il suo corso di studi.

Nel recente anno scolastico 2005/06 Andrea ha frequentato la classe V dell’Istituto Magistrale Statale “Elena Principessa di Napoli” di Rieti ad indirizzo scienze-sociali ed ha sostenuto gli esami di maturità con successo ottenendo la votazione di 85/100. L’inserimento dell’alunno all’interno del gruppo classe, lungo tutto il corso di studi si è sempre dimostrato assai positivo ed ha portato ad una effettiva integrazione.

Dal punto di vista degli apprendimenti Andrea si è mostrato molto interessato all’attività scolastica, ha partecipato alle diverse attività didattiche che gli sono state proposte ed è stato attento a svolgere il suo lavoro in modo accurato, con volontà e determinazione. Il metodo di studio, non ancora completamente autonomo, ha avuto bisogno della presenza costante di una figura di supporto.

Nell’area cognitiva Andrea ha mostrato di possedere delle particolari modalità di comprensione e di elaborazione delle informazioni che gli sono pervenute; egli ha sovente utilizzato strategie e meccanismi personali compensativi delle difficoltà derivategli dalla sua patologia.

Attualmente Andrea è iscritto e frequenta l’Università degli Studi de L’Aquila – Facoltà di Scienza dell’Educazione e della Formazione; ha sostenuto il primo esame (didattica) riportando la votazione di 28/30.

 

Verifiche e criteri di valutazione                                            

L’alunno è stato sempre valutato con le stesse modalità della classe. Le verifiche si sono svolte tramite WOCE quindi con l’ausilio di un PC e l’intervento di un operatore esperto che ha seguito Andrea nella stesura dei suoi elaborati. Le verifiche sono state necessariamente tutte scritte ed hanno richiesto sia tempi di esecuzione prolungati sia una scansione delle prove in vari segmenti. Tutte le verifiche scritte si sono svolte contemporaneamente al gruppo classe; anche quelle orali, necessariamente svolte anch’esse per iscritto. Lo svolgimento delle prove di verifica ha sempre richiesto tempi di esecuzione prolungati.

Anche l’esame universitario si è svolto dando ad Andrea tempi diversi; il raggiungimento della autonomia nella scrittura ha sorpreso e soddisfatto pienamente i docenti.

 

Composizione nucleo familiare

1.      PAOLUCCI NUNZIO VIRGILIO           padre

2.      POSCENTE INES DOMENICA             madre

 

 

 

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